Pari opportunità tra uomini e donne
L'uguaglianza fra donne e uomini, in quanto pilastro delle società democratiche, è elemento portante della strategia comunitaria per la crescita e l'occupazione, fondamentale perché l'Unione europea raggiunga uno sviluppo armonioso dell’insieme della Comunità ed una progressiva riduzione delle disparità esistenti trai cittadini e le Regioni dell’Unione europea.
All’interno del mercato del lavoro regionale, che ha conosciuto a partire dalla metà degli anni ‘90 un andamento particolarmente favorevole, la componente femminile, con un tasso di occupazione giunto nel 2007 al 62,7% è quella più dinamica: la presenza delle donne è cresciuta in modo costante e progressivo, superando con alcuni anni di anticipo l'obiettivo del 60% prefissato dalla Strategia europea dell'occupazione per il 2010.
Tuttavia al profilo quantitativo, decisamente positivo, non corrisponde un’elevata qualità e stabilità dell'occupazione femminile, messa ulteriormente a repentaglio dalla recente crisi economica ed occupazionale. La crescita dell’occupazione femminile è infatti per poco più della metà circoscritta al contratto part-time a tempo indeterminato, scelto per prendersi cura dei figli e/o di altri familiari, e per il resto al lavoro a termine che carica maggiormente sulle donne – già penalizzate da progressioni di carriera insoddisfacenti e da differenziali retributivi a parità di responsabilità inaccettabili (25% in meno nel caso del lavoro dipendente e 48% nel caso di lavoro autonomo) - il rischio di restare disoccupate nelle fasi negative della congiuntura.
Nonostante l'incremento registrato in termini di presenze femminili nel mercato del lavoro e nell'istruzione superiore, le differenze di ruolo fra uomini e donne nel mondo lavorativo pertanto persistono. Il Fondo Sociale Europeo ha già avuto un ruolo significativo nel miglioramento della situazione femminile nel mercato del lavoro, ma è ovvio che l'impegno in questa direzione deve continuare. Oltre a essere una questione di giustizia sociale, l'eliminazione della discriminazione di genere è anche una necessità. L’integrazione del principio delle pari opportunità - così come quello dell’intercultura - nell’azione regionale costituisce il contributo fondamentale per il raggiungimento della reale efficacia degli interventi. Il superamento delle ineguaglianze di genere nell’accesso al sapere e al mercato del lavoro è infatti una delle premesse fondamentali per la realizzazione delle politiche di coesione economica e sociale: gli obiettivi di crescita, di competitività e di piena occupazione che le politiche dell’istruzione e del lavoro si prefiggono in Emilia-Romagna sono raggiungibili solamente attraverso la piena mobilitazione di tutte le componenti della società
L'importanza del principio di uguaglianza di genere è tangibile nel Programma Operativo FSE per il periodo 2007-2013 a partire da due diversi approcci:
- integrazione trasversale delle pari opportunità che ha richiesto di incorporare la dimensione di genere in tutte le priorità dell'FSE tanto nella fase di programmazione, quanto in quella di attuazione degli interventi;
- attuazione di azioni specifiche volte a promuovere l’accesso e la permanenza delle donne a tutti i livelli del mercato del lavoro, colmare il divario retributivo, contrastano il perdurare degli stereotipi di genere, favorire la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, oltre ad inteventi rivolti a determinate categorie, quali le donne immigrate, madri con figli a carico, imprenditrici, etc
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