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Rapporto regionale sulla formazione continua

Realizzato con l’obiettivo di collocarsi tra gli strumenti di supporto allo sviluppo del “Sistema Integrato per la Formazione Continua”, così come configurato nell’Accordo del gennaio 2008 tra la Regione Emilia-Romagna e le Parti Sociali, il Rapporto è il risultato di un’analisi quali-quantitativa dell’offerta regionale di formazione continua - che conta per il periodo 2004/2007 7.618 progetti approvati e la partecipazione alle attività di 200.000 lavoratori – con approfondimenti relativi alle caratteristiche, alle finalità, ai target di destinatari per ciascuna linea di finanziamento.

Complessivamente nel periodo 2000-2007 la Regione Emilia-Romagna ha stanziato oltre 267 milioni di Euro per la formazione continua provenienti da diversi canali di finanziamento: il 72,8% del totale dal Fondo sociale europeo, seguito dalla Legge 236/93 e dalla Legge 53/00.
Pur in un logica di complementarità e non sovrapposizione, il ricorso ai diversi canali di finanziamento si è basato sulle finalità proprie di ciascuna risorsa: con il Fondo sociale europeo si sono raggiunti lavoratori con posizioni abbastanza forti sul mercato del lavoro, perlopiù occupati alle dipendenze e con titolo di studio di scuola secondaria superiore; con le risorse nazionali sono state finanziate attività rivolte alle categorie più deboli nel mercato del lavoro, nel rispetto di specifiche priorità dettate dai decreti nazionali e dalle situazioni territoriali.

Rispetto all’insieme dei 7.618 progetti approvati nel periodo 2004/2007, il 51,9% appartiene alla formazione continua per occupati (tipologia 17 della programmazione regionale), il 24,6% all’offerta formativa a catalogo e ad accesso individuale tramite voucher, il rimanente 23,5% fa parte invece della cosiddetta “altra formazione” per adulti occupati (dai 25 ai 64 anni), espressione con la quale nel Rapporto si indicano tutte quelle attività formative diverse dalla formazione continua in senso stretto, riferite cioè alla tipologia formativa 17 ed alla misura D1 del Fondo sociale europeo.
442 sono gli organismi formativi coinvolti nelle azioni di formazione continua (circa 9 progetti per organismo) e 126 quelli che hanno erogato attività formative a catalogo (circa 15 progetti per organismo).

200.000 sono i lavoratori occupati che hanno partecipato nel periodo 2004/2007 ad azioni di formazione. Tra questi il 68,4% ha frequentato attività di formazione continua (tipologia 17), il 23% azioni di “altra formazione” e l’8% ha usufruito di un voucher formativo. Sono in maggioranza uomini (55,6%), ma se nella formazione continua in senso stretto la componente maschile corrisponde al 59% (con un gap tra uomini e donne del 18%, tendenzialmente conforme, anche se maggiore, alla distribuzione per genere tra le forze lavoro), nella formazione ad accesso individuale (voucher) la suddivisione per genere evidenza una netta preponderanza femminile. La tendenza evolutiva nel tempo ha registrato inoltre un aumento dei cittadini stranieri, autonomi nella forma di lavoro o in cerca di nuova occupazione, con titolo di studio inferiore al diploma.

Le tre classi d’età più rappresentate sono quelle che vanno dai 25 ai 54 anni, che sommano poco meno dell’88% e coincidono con il periodo di maggiore attività della popolazione. Riguardo al titolo di studio, il 40,8% dei destinatari è in possesso di diploma di scuola media superiore, segue il 26,7% con la scuola dell’obbligo, mentre il 16,4% è laureato. Per quanto riguarda la condizione occupazionale dei destinatari, il 67% ha un contratto di lavoro dipendente, il 19% è imprenditore, il 5% è lavoratore autonomo e il 4% ha un contratto di lavoro atipico. Lo 0,8% riguarda invece le forze di lavoro non occupate e solo lo 0,1% è soggetto ad ammortizzatori sociali.

Per quanto riguarda infine i settori, e in particolare l’accesso individuale alla formazione a catalogo: degli 11.180 partecipanti ai 1.876 corsi ammessi al catalogo 2007, il maggior numero si è collocato nell’area Informatica, seguita da Competenze Linguistiche (le due aree assieme contano il 41,5% degli utenti previsti con il 56% dei corsi). A introduzione dell’analisi regionale, il Rapporto restituisce un quadro generale della formazione continua nel contesto europeo e nazionale.
 
Il contesto europeo
Il contesto europeo evidenzia una percentuale media di partecipazione della popolazione adulta al lifelong crescente nel tempo (con una maggiore partecipazione della popolazione femminile e ancora bassi tassi per i lavoratori anziani), avvicinandosi progressivamente all’obiettivo del 12,5% previsto per il 2010. Notevoli sono però le differenze: il coinvolgimento rimane basso nei paesi dell’Europa del Sud (l’Italia con il 6,2% si colloca terzultima; seguono il Portogallo e la Grecia) e per la maggior parte dei nuovi entrati. Svezia, Danimarca, Regno Unito, Finlandia, Paesi Bassi ed Austria hanno già superato l’indicatore obiettivo per il 2010.
La media europea delle imprese con 10 addetti e oltre che hanno svolto attività formative per il proprio personale è al 60%, mentre l’Italia fa registrare valori che sono all’incirca la metà del dato europeo. La spesa pubblica per la formazione nell’ambito delle politiche attive per il lavoro nel 2006 è stata di circa 24miliardi di euro (ai primi tre posti tra i paesi EU15 si collocano nell’ordine Germania, Francia, Italia).
 
La dimensione nazionale
Il livello di governo centrale conferma in tutti i suoi atti - in presenza di bassi livelli di partecipazione della popolazione al lifelong learning (nel 2007 al 6,2%, contro il 9,7% della media EU27, il 10,3% della media EU25 e l’11,3% della media EU15) e considerando il traguardo del 12,5% da raggiungere nel 2010 - l’orientamento al miglioramento continuo della qualità della formazione in generale e della formazione continua in particolare, quale componente essenziale della strategia italiana per l’adattabilità.
Sui quasi 6 milioni di cittadini tra i 15 ed i 65 anni che hanno frequentato nel 2006 corsi di studio o formazione, per il 6,6% si è trattato di persone occupate (in valore assoluto circa un milione e mezzo).
Tra gli occupati partecipanti a attività formative, coloro che hanno partecipato a corsi di formazione sono poco più di 900 mila, cioè soltanto il 4% sul totale degli occupati. La quota d’imprese sul territorio nazionale che investe sulla formazione dei propri lavoratori è pari al 21,4%. Il tasso aumenta in ragione direttamente proporzionale alla dimensione aziendale (+69,4 per le grandi imprese; +3,7 per le piccole e medie; -4,6 per le micro imprese).

Il Rapporto – Sintesi (2008) (.pdf, 530 KB)
Il Rapporto- Versione integrale (2008) (.pdf, 2.4 MB)

 

Apprendistato professionalizzante – Dati di sintesi 2007-2008
Il documento contiene un’analisi quali-quantitativa dell’offerta regionale di formazione continua e delle caratteristiche, finalità, target di destinatari di ciascuna linea di finanziamento. Nel contesto del “Rapporto sulla formazione continua” è emersa l’opportunità di fornire, a sua integrazione, alcuni dati di sintesi per la linea di intervento relativa all’apprendistato professionalizzante. Nelle pagine del documento si illustrano in particolare gli approfondimenti relativi a: 
- Offerta formativa; 
- Enti di formazione;
- Aziende; 
- Apprendisti;
- Aspetti finanziari. 
Le informazioni riguardano il periodo 2007/2008 (aggiornati al 31/12/2008) e sono prodotte per anno e per il periodo nel suo complesso. Fanno eccezione i dati relativi alle proposte formative pubblicate a Catalogo che riguardano il triennio 2006-2008. La fonte è il Sistema informativo per l’apprendistato (S.I.APP.).

Il rapporto (maggio 2008) (.pdf, 497 KB)

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