Sezioni
Tu sei qui: Home Istruzione e formazione: approfondimenti Formazione continua

Formazione continua

Promuovere il bisogno di conoscenza e favorire il possesso di maggiori e più innovative competenze costituisce una delle principali strategie per aumentare la competitività del sistema-Europa e realizzare quella che dovrebbe diventare “l’economia basata sulla conoscenza più competitiva e dinamica del mondo”.

La necessità di innalzare i bassi livelli di investimento, nonché quelli di partecipazione delle imprese e degli occupati ad iniziative di formazione, ha portato all’Accordo sottoscritto nel Gennaio 2008 da Regione Emilia-Romagna e Parti Sociali per il miglioramento qualitativo e quantitativo dell’offerta di formazione per l’adattabilità dei lavoratori e delle imprese programmata e realizzata nel territorio regionale, attraverso i fondi comunitari, nazionali, regionali e interprofessionali.

Attraverso l’Accordo - in coerenza con le indicazioni nazionali in materia – la Regione intende ridisegnare il sistema della formazione continua in Emilia-Romagna coordinando in un’ottica di complementarietà soggetti, compiti ed azioni (indirizzi operativi e percorsi) per garantire un’offerta formativa che sappia rispondere alle differenti esigenze di qualificazione delle imprese e di tutti i lavoratori della Regione: ovvero innalzare le competenze dei lavoratori e delle lavoratrici, promuovere l’innovazione e valorizzare le eccellenze sostenendo, al contempo, l’adattabilità e la permanenza nel mercato dei lavoratori a rischio di esclusione.

La necessità di promuovere, a tutti i livelli, il raccordo e la programmazione unitaria di un’offerta di formazione a cui partecipino tutti i soggetti interessati è il presupposto dell’Accordo tra Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale, Regioni, Province Autonome e Parti Sociali siglato lo scorso 17 aprile. In piena coerenza con il quadro nazionale, la Regione e le Parti Sociali hanno pertanto condiviso l’obiettivo di strutturare un’offerta formativa che concorra al raggiungimento degli obiettivi europei delineati dalla Strategia di Lisbona, contestualizzati alle specificità di una regione che ha individuato nell’investimento sulle risorse umane la leva strategica per sostenere lo sviluppo coeso del sistema socio-economico.

All’interno della Programmazione regionale Ob. 3 del Fse 2000-2006 sono stati significativi gli interventi di formazione continua. L’analisi per Asse rivela che l’Asse D, in particolare la misura D1, ha costituito il bacino di azioni più ampio, pari al 39% del totale, e pari al 23,1% delle risorse finanziarie (oltre 610 milioni di euro). Se guardiamo alle tipologie di gruppi target per misura notiamo che la Misura D1 ha coinvolto, al 2006, per il 75,4% lavoratori sotto i 45 anni, per il 62,2% lavoratori con un livello di scolarità superiore al diploma di maturità, per il 97,1% lavoratori di nazionalità italiana e soltanto per il 3,1% lavoratori con contratti non standard.

Per la programmazione Fse 2007/2013 è stata evidente la necessità di rivedere le priorità, al fine sia di coinvolgere le fasce di lavoratori più suscettibili di essere esclusi dal mercato del lavoro, mantenendo forte attenzione nei confronti delle lavoratrici e dei lavoratori atipici per evitare che la flessibilità corrisponda ad un impoverimento delle competenze, sia di aumentare il tasso di occupazione dei lavoratori anziani e innalzare l’età media di uscita dal mercato del lavoro, assicurando non solo che una quota maggiore di persone tra i 55 e i 64 anni rimanga nel mondo del lavoro, ma che ne sia aumentata l’occupabilità.

Obiettivo dell’Asse Adattabilità del POR 2007/2013, in particolare, è quello di sostenere azioni finalizzate al miglioramento delle prospettive occupazionali e professionali delle persone, orientandole alle sempre più complesse esigenze del sistema economico-sociale, attraverso la differenziazione, specializzazione e personalizzazione delle opportunità formative, promuovendo una costante innovazione del sistema economico regionale. Parallelamente al bilanciamento e all’integrazione delle azioni a favore delle fasce di lavoratori più deboli e precari, assumono priorità anche gli interventi a favore di lavoratori/lavoratrici con ruoli chiave nelle imprese, e di azioni che permettano di rafforzare il sistema regionale in particolari settori e/o filiere innovative di attività, e consentano altresì di porsi in un’ottica anticipatoria e di accompagnamento dei cambiamenti della struttura economica regionale, in particolare attraverso il sostegno che il Fse può dare a fenomeni di trasferimento tecnologico e dei risultati della ricerca scientifica.

Per saperne di più
Consulta il sito www.eformazionecontinua.it

Strumenti personali