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(20/11/2009) Approvata l’offerta formativa per i lavoratori interessati da ammortizzatori sociali

La Regione Emilia-Romagna avvia le misure previste dal Patto per attraversare la crisi con un primo stanziamento di oltre 27 milioni di euro. L'assessore Sedioli: "Vogliamo valorizzare le persone coinvolte dalla crisi, con la formazione i lavoratori hanno l'opportunità di scommettere sul proprio futuro".

Investire sulle competenze delle persone e sulle capacità dei lavoratori come strumento per attraversare la crisi e superarla. La Regione Emilia-Romagna con oltre 27 milioni di euro, dà prima attuazione alle misure previste dal Piano delle politiche attive per attraversare la crisi, approvato nel luglio scorso in attuazione del Patto sottoscritto tra la Regione e le Parti sociali, e mette in campo una pluralità di opportunità formative diversificate e capaci di rispondere alle differenti condizioni, esigenze, aspettative dei lavoratori. Percorsi di aggiornamento, specializzazione, qualificazione e riqualificazione personalizzati, sono rivolti ai lavoratori interessati da provvedimenti di cassa integrazione o in mobilità per rafforzare le competenze delle persone e del sistema produttivo nel suo complesso quale strategia per salvaguardare l’occupazione.

"Vogliamo valorizzare le persone coinvolte dalla crisi, perchè siamo convinti che sia la qualità delle persone a caratterizzare la qualità del sistema economico - ha detto questa mattina in conferenza stampa l'assessore regionale al Lavoro e Formazione Giovanni Sedioli - Con la formazione i lavoratori hanno l'opportunità di scommettere sul proprio futuro, abbiamo attivato una proposta formativa su tutto il territorio regionale, una risposta vasta e concreta a tutte le situazioni di difficoltà. Con la campagna di comunicazione abbiamo utilizzato come testimonial autentici lavoratori che hanno trovato nella formazione una opportunità reale di cambiamento, abbiamo pensato che i volti e le voci delle persone coinvolte in questi processi fossero la testimonianza più attendibile".

Le azioni formative, finanziate dalla Regione Emilia-Romagna attraverso risorse del Fondo Sociale Europeo e gestite da enti di formazione accreditati, saranno costruite a partire dai bisogni effettivi delle persone. La centralità della persona è infatti uno dei presupposti dell’azione regionale, insieme alla valorizzazione del ruolo delle organizzazioni sindacali e datoriali, che nella fase di definizione degli accordi contribuiscono all’individuazione dei fabbisogni formativi dei lavoratori, e delle amministrazioni provinciali, che sono strategiche nella comprensione delle dinamiche economiche e occupazionali del territorio.

Tutti i lavoratori interessati dagli ammortizzatori sociali in deroga dovranno ricevere dall’azienda una comunicazione che li invita a recarsi o comunque a mettersi in contatto, con il Centro per l’Impiego del proprio comune di residenza. I Centri per l’impiego hanno infatti il compito di individuare, attraverso un colloquio individuale, le azioni di politica attiva del lavoro personalizzate più adatte per orientarlo, o aggiornare o qualificare le sue competenze . L’accesso a questi servizi è condizione per mantenere l’ammortizzatore sociale.

I corsi rientrano in due tipologie: i percorsi di aggiornamento e di specializzazione e i percorsi di qualificazione.

Percorsi di aggiornamento e specializzazione

I percorsi di aggiornamento e specializzazione sono percorsi di 40 ore utili per poter aggiornare o specializzare ulteriormente la propria professionalità e svolgere meglio il ruolo in cui si sta già lavorando. I corsi sono stati individuati sulla base dei diversi settori aziendali (amministrazione, commerciale, acquisti, gestione magazzino, ecc.) o sulla base dei diversi comparti (edile, meccanico, ceramico, agroalimentare, commercio, ecc.).
In fase di prima attuazione, è disponibile un’offerta formativa di 1.189 percorsi per 7.134 lavoratori. La formazione approvata permette una copertura capillare sia in riferimento ai territori sia in riferimento alle aree tematiche.

Percorsi di qualificazione e riqualificazione

I percorsi di qualificazione servono invece ad acquisire una nuova professionalità o a completare e formalizzare le competenze già possedute e a renderle riconoscibili, e pertanto più spendibili, nel mercato del lavoro. Per questo la Regione ha approvato un catalogo di percorsi anche individuali della durata compresa tra le 50 e le 300 ore che si riferiscono a 88 qualifiche professionali del repertorio regionale (ad esempio tecnico contabile, costruttore su macchine utensili, operatore dell'autoriparazione, operatore della ristorazione, tecnico informatico, ...).
Sono 393 i percorsi di questo tipo approvati che, tenuto conto delle diverse sedi di erogazione, portano ad un’offerta di 1.940 corsi sul territorio regionale.La durata effettiva, le competenze e le conoscenze su cui si concentra la formazione per ciascun lavoratore sono definite in una seconda fase, successiva al colloquio con l’operatore del Servizio per l’Impiego, dopo un’analisi approfondita svolta insieme all’ente di formazione  responsabile del corso.

Al fine di minimizzare i costi connessi alla frequenze per entrambe le tipologie di formazione è prevista la possibilità di usufruire un buono pasto giornaliero di € 5,29 e di avere il rimborso dei costi di trasporto per il raggiungimento della sede di attività fino ad un massimo di 7 euro al giorno.

Collaborazione a progetto

Per sostenere la riqualificazione professionale e il reinserimento occupazionale di tutti i lavoratori, anche le persone prive di occupazione già impiegate con contratti di collaborazione a progetto in aziende interessate da situazioni di crisi, potranno richiedere assegni formativi (voucher) per accedere ai corsi presenti nel Catalogo regionale. La disponibilità complessiva per questi lavoratori è di 2.094.162 di risorse nazionali.

"Sportello aperto"

A fianco di una offerta che si rivolge ai singoli lavoratori è attivo uno strumento di “sportello aperto” che consente alle imprese in crisi di costruire, in un accordo con le rappresentanze sindacali, un piano formativo interno e di poter richiedere un finanziamento per la sua realizzazione. Ad oggi sono due le imprese che hanno potuto ricorrere a questo strumento per un finanziamento complessivo di oltre 350.000 euro.

La formazione e l’adeguamento delle competenze è una condizione per permettere un reinserimento qualificato dei lavoratori in mobilità: lo strumento dello sportello aperto consente anche di sostenere, con il finanziamento di interventi mirati, l’assunzione di lavoratori in mobilità da parte delle imprese. Uno specifico progetto formativo è già stato finanziato per l’assunzione di 30 lavoratori in mobilità in un’azienda di servizi di Piacenza.

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