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(14/01/2010) Dichiarazione dell'assessore Sedioli sul "tetto" per gli alunni stranieri nelle classi

Qualità della didattica, diversificazione e flessibilità degli interventi della scuola, potenziamento delle risorse umane e finanziarie a disposizione del sistema e senso di responsabilità: le differenze culturali e sociali si possono affrontare solo in questi termini”. L’assessore regionale alla Scuola, Giovanni Sedioli, ha così commentato e ripreso l’intervento del presidente Errani sul “tetto” per gli alunni stranieri nelle classi italiane, espresso dal presidente nell’ambito della Prima Conferenza sul Piano di Azione Regionale (PAR) per le giovani generazioni.

““La posizione del presidente della Regione Emilia-Romagna Vasco Errani – ha detto Sedioli - affronta ancora una volta, come già in diverse occasioni e in più sedi, i termini di un problema che oggettivamente la posizione del ministro tende a deludere.

Errani, che ha espresso il proprio pensiero nella veste di presidente della Regione Emilia-Romagna, ha sottolineato come la presenza di alunni stranieri, particolarmente rilevante in questa regione grazie a reali politiche di integrazione già in atto, non può essere affrontata come un problema numerico bensì sul piano dell’organizzazione e della qualità della didattica. Le differenze culturali e sociali, che non riguardano solo gli alunni stranieri, vanno affrontate con la diversificazione e la flessibilità degli interventi della scuola e per questo è necessario potenziare le risorse umane e finanziarie a disposizione del sistema. Nelle posizioni ministeriali non appare invece alcun dato di investimenti in questa direzione, e restano confermate a tutti i livelli le politiche dei tagli.

Le indicazioni dei “tetti”, la cui praticabilità è tutta da verificare , e al tempo stesso la non risposta sull’aumento della classi e dei docenti rappresenta una mancata risoluzione del problema. Va confermato invece il diritto di tutti i ragazzi – ha concluso Sedioli - di accedere ad una scuola qualificata senza vincoli e limiti di praticabilità. Le politiche regionali continueranno ad essere indirizzate in questo senso, senza polemiche inutili ma col senso di responsabilità necessario per affrontare un problema vero che richiede serietà e confronto”.

Per saperne di più
Ecco il "Rapporto sociale sulle giovani generazioni"

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